10.442 miles

"Cercavo un’anima che mi somigliasse e non riuscivo a trovarla. Frugavo ogni angolo della terra; la mia perseveranza era inutile. Eppure non potevo rimanere solo. Occorreva qualcuno che approvasse il mio carattere; occorreva qualcuno che avesse le mie stesse idee."

- Lautréamont (Isidore Lucien Ducasse)

Non era vero quello che scrivevo una volta.

Non era vuoto quello che provavonallora. Era una finzione, una melodrammatica autocommiserazione che esprimevo con parole ampie ma troppo per ció che provavo.
Il vuoto ti distrugge, ti succhia via pgni forza vitale, ti assopisxe ogni emozione rendendoti una essere a tratti inumano.
Il vuto é la necessità di un contatro umano, unp di qualsiasi tipo, a condizione che sia un contatto fisico.
Il vuoto é lo stordimento di feonte al mondo, in cui tu ti troviamnon riesci più ad afferrare e apprezzare le cose come una volta.
Non lo riempi da solp, il vuoto, non lo elimini nemmeno ignorandolo.
Lui rimane, varia e prima o poi areiva a maniscestarsina a te causando improvvisamente la tua lenta distruzione, la tua caduta.
Prendo una persona che colmi il tuo vuoto e amale. Salvati con qualcuno, chiunque, pur che ti salvi.

Due anni.

Ci sono voluti due anni e qualche giorno per capire che non ci sarebbe stato nulla. Ma era una cosa che sentivo, un campanello che rispondeva alla mia speranza dicendomi che tanto non sarebbe successo mai nulla.
É stato questo continuo desiderio dell’accadere di qualcosa, a farmi veramente male. Ma é stato lo stesso succedere inaspettato di alcuni fatti a farmi aprire gli occhi su quella realtà a cui appartenevo intrinsecamente ma che non riuscivo a vedere o a capire.
Ci sono voluti due anni per finalmente conoscere la fine e poterne stabilire i confini temporali, senza più ammettere una possibilità futura.
Non c’é più nulla per noi, perché forse non era destino che mai ci fosse.
Capita di innamorarsi, di ritrovare in qualcuno quella parte che credi ti completi e che nessun altro possieda. Ma non sempre é così, a volte é soltanto un’illusione che smaschera un errore di fondo, in cui due persone si ritrovano legate le une alle altre da un legame che non ci sarebbe mai dovuto essere.
Ed é questo, quello che é successo tra di noi. Siamo stati qualcosa mai realizzatosi concretamente, perché questa probabilmente era la cosa più giusta che dovesse accadere.
Noi non ci apparteniamo, forse ci somigliamo in alcune cose, ma non siamo fatti evidentemente per stare assieme. E mi fa male dirlo, dopo tutto questo tempo. Mi fa male perché mai avevo creduto così tanto in qualcosa e mai avevo dedicato così tanti sforzi ad una sola persona.
Io avrei voluto ci fosse qualcosa, ma probabilmente quel qualcosa sarebbe stato così sbagliato da non poter nemmeno iniziare.
Io so di esserti piaciuta, almeno un poco, io so che tu provavi qualcosa per me. Lo vedevo, lo sentivo, e mi piaceva. Ma forse anche tu hai capito che non sarebbe funzionato e hai abbandonato tutto.
E non siamo nulla ora, come non lo siamo mai stati.
E io dovrei chiudere questo blog, dovrei per lo meno smettere di scriverci. Perché non si dedica tutto questo a una persona qualunque, non si scrivono così tante parole per una persona che si saluta per strada e niente altro.
Perché è questo quello che siamo, conoscenti, nemmeno amici, che si salutano, magari si sorridono augurandosi buona estate e niente di più.
Siamo questo e alla fine é quello che siamo sempre stati.
E forse é giusto che sia così, che quello che abbiamo provato sia stato soltanto un grosso errore da cui imparare qualcosa per il futuro.
E alla fine é così che si é concluso tutto, con due conoscenti che si salutano, se va bene sorridendosi,
ma in cui almeno uno dei due, dentro, sente un pugno nello stomaco ogni volta che accade.

The more you are scared to lose something, the more you are likely to lose it.

Il problema é quando incominci a sopravvivere piuttosto che a vivere.

I need to go away.

Il dolore é uno degli impulsi piú fecondi alla scrittura.